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Azienda Supema: una Voce dalla Notte

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Un'azienda e una tradizione familiare alle prese con le difficoltà della crisi economica. È questa la storia dell'Azienda Supema, raccontata da Didi Leoni a Voci dalla Notte

Descrizione

Un’azienda familiare nata nel 1980, unita alla forza di volontà e al coraggio di tre fratelli che stringono i denti per tenere in piedi la loro piccola impresa.

È questa la difficile storia dell’azienda Supema, presentata, senza filtri, dalla giornalista Didi Leoni nella seconda puntata di Voci dalla Notte, il nuovo programma di attualità in onda su Arturo.

La stampa è sempre stata tradizione di famiglia; un tratto distintivo che risale a prima della guerra, quando la famiglia Cilia aveva una tipografia anche a Bengasi. Al momento i soci della Supema sono tre: due fratelli Cilia Giovanni e Cilia Francesco; e un cognato, Bonaduce Domenico, marito della sorella Cilia Maria Gabriella, come socio esterno.

I soci della Supema, oltre ad essere alla guida dell’azienda, sono anche lavoratori della stessa, impegnati nel coprire più ruoli, dall’amministrazione all’uso delle macchine, per cercare di risparmiare sulle soffocanti spese. 

Lo scopo principale, che fin dall’inizio si sono prefissati, è stato lavorare sempre con la massima correttezza (sia riguardo ai dipendenti che a terzi) e precisione, perché il loro è un lavoro dove la qualità viene collocata al primo posto. Una solida e corretta base da cui partire per gestire un’azienda che, in questo preciso momento storico, tende a vacillare per le critiche circostanze sociali. 

Oltre al capitale umano (4 dipendenti specializzati), la Supema deve fare i conti con l’impegno economico per luogo di lavoro e soprattutto con il capitale tecnico (parco macchine), da mantenere sempre al passo con i tempi per fronteggiare la concorrenza del mercato.

Altro problema cruciale e ricorrente è la riscossione dei crediti che, talvolta, salta per mancati pagamenti del cliente. Al mancato pagamento nei termini di scadenza, si aggiunge anche la carenza di leggi e garanzie, atte a recuperare i crediti mancanti e a tutelare l’imprenditore.

Proprio per rimediare a due mancati incassi, e per risolvere problemi relativi a macchinari interni, la famiglia si è trovata, qualche anno fa, a dover pagare un mutuo e due leasing che, in aggiunta agli interessi maturati con le banche e a varie possibilità dalle stesse negate, hanno portato l’azienda ad una crisi insostenibile.

Al momento il motto della famiglia Cilia è “viviamo per lavorare” e non il contrario come, invece, dovrebbe essere. La loro non è una vita semplice, sono dipendenti di loro stessi e per di più responsabili di altri lavoratori, della loro salute, del loro stipendio.

Noi siamo considerati delle figure giuridiche (S.r.l.) ma siamo in primis delle persone, che non sono riconosciute o tutelate da nessun sindacato, associazione di categoria né, tantomeno, dallo Stato”.

Questa è la voce nella notte di un’intera e grande famiglia a capo di Supema, un’azienda storica che, nonostante le chiare e pressanti difficoltà economiche che sta vivendo, tenta con tutte le sue forze di continuare a preservare il suo piccolo spazio nel mondo del mercato. 

Restate sempre informati sulle storie di Voci dalla Notte, racconti di comuni cittadini e imprenditori che lanciano il loro grido di speranza alle telecamere di Arturo.

Scoprite la programmazione completa di Voci dalla Notte consultando la GUIDA TV.

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